ANIMALI IN POESIA

Aggiornamento: 24 feb

In quanto scrittore sono alla costante ricerca di temi da trattare, argomenti da analizzare ed esplorare con lo scopo di riportare sulla pagina delle riflessioni che espandano la mia conoscenza e la mia percezione del mondo in cui mi trovo. Il fine di questa indagine è la crescita personale, il tentativo di migliorare il contatto con il mio universo interiore, che è riflesso soggettivo della realtà che mi circonda.

Per compiere questa operazione serve “accordare” la propria sensibilità: porsi in una condizione di stupore e di attrazione nei confronti degli eventi quotidiani, leggendo e interpretando l’eccezionalità insita nell’ordinario. Ed è qui che entra in gioco l’importanza di avere un rapporto con gli animali.

Può sembrare assurdo, ma ciò che più mi dà il senso di accoglienza quando la sera rincaso dopo una dura giornata, è la vista degli occhi brillanti dei miei gatti che si avvicinano per festeggiare il mio rientro. Uno spettacolo che va oltre le emozioni astratte e si realizza in uno scenario concreto in armonia con la natura:


 

“Tornando a casa

a tarda sera

nobile m’attendi

con profilo di sfinge,

sfuggi elegante

al velo della notte

fendendolo con occhi

più lucenti della luna […]”

(da “Il Gatto” – da Ecdisi).


 

Mi emoziono per le loro pupille verticali, che implodono in una grande sfera nera nel posarsi su di me; provo gratitudine per lo scodinzolio incontrollato della mia cagna, ogni qualvolta tendo una mano verso la sua fronte per accarezzarla e prendo coscienza del legame che ci unisce:


 

“[…] Se volgo lo sguardo

a un futuro dietro l’angolo

ti vedo consapevole

d’essere stata per me

amica incondizionata

avendo scardinato

nozioni d’identità

a te estranee […]”

(da “Per un’amica” – da Ecdisi)


 

Ciò che rende tanto speciale (e per ognuno unica) la relazione instauratasi è il livello di “umanizzazione” che si sviluppa. Attenzione però, è un’umanizzazione che si attua reciprocamente, non soltanto in una direzione: interagendo con gli animali (qualsiasi essi siano, non solamente i più rinomati e diffusi) si tende a riconoscere in loro una componente di sensibilità umana che va oltre l’istinto e si colloca nella sfera dell’emotività e dell’intelletto. Allo stesso tempo si riconosce in sé stessi una predisposizione sentimentale che apre al contatto, che favorisce il legame e lo preserva, elevandolo all’indispensabilità dell’amicizia e dell’affetto autentico. “Chi trova un amico trova un tesoro” e, aggiungo, chi trova un animale trova un amico!

Quando trascorro del tempo con i miei compagni di vita avverto un’armonia e una delicatezza che rasserenano il mio animo e mi fanno innalzare oltre le negatività contro cui incorro durante una giornata; dall’alto della condizione di pace vedo gli ostacoli che mi assillano ridotti a problemi minuscoli, che posso quindi affrontare con semplicità.

La sensazione si preserva anche dopo trascorso il momento e, una volta divenuta tristemente irripetibile a causa di una separazione definitiva, viene assurta a memoria sacrale, da conservare e accudire con amore. Un amore a cui ispirarsi, un amore privato e geloso, unico come il rapporto che si crea tra ogni animale e il suo padrone.


 

Si libra in volo

suscitando solare respiro

il ricordo nostalgico

del fulgore corvino

da cui emergevano

smeraldo e zaffiro;

spenti dalla tragedia

nel mio più intimo scrigno

splendono ancora.

(“Kavka” – da Blu Industriale).



Francesco Valli, "Il Poeta Inesistente"

 





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